Il riordino del gioco si fa attendere ….nonostante le premesse

Nonostante le difficoltà, sino a qualche mese fa si poteva ventilare l’idea che l’accordo sul gioco tra Stato, Regioni ed Enti Locali si sarebbe potuto concretizzare e questo anche in presenza di “angoli da smussare” e nodi da sciogliere… ma i mesi passano senza che il riordino non sia più “all’ordine del giorno”, tenendo così sempre più in apprensione gli addetti ai lavori che “rumoreggiano” ed esternano la perplessità sul futuro che aspetta loro. Forse, cosi come riporta la più autorevole guida casino online di internet, l’unico a crederci è il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, che ha portato avanti la trattativa in Conferenza Unificata, ha presentato agli altri protagonisti la proposta dell’accordo, ha messo in atto iniziative del Governo per la diminuzione dell’offerta di gioco. Ora, si sta attendendo una ulteriore mossa di “qualun altro” per proseguire in questo benedetto accordo.

Baretta sottolinea che lo Stato si è reso conto di quanto il fenomeno del gioco rappresenti una emergenza sociale, ragion per cui ha messo a disposizione per il gioco problematico una cifra di circa 50 milioni di euro, aprendo con il Ministero della Salute un’Osservatorio proprio per affrontare questo tema nel modo più scientifico possibile. Il primo risultato che si concretizzerà sarà la diminuzione dell’offerta del prodotto gioco sul territorio e l’intenzione del Governo è quella anche di dimezzare il numero dei “punti gioco”, che attualmente sono ben 96mila. L’ingresso alle sale sarà ovviamente proibito ai minori e chi lo consentirà se ne dovrà assumere la responsabilità: da questo discende che sarà indispensabile un migliore forma di controllo ed una responsabilizzazione maggiore da parte dei gestori.

Poi, bisognerà anche fare i conti con gli Enti Locali che hanno chiesto una sospensione dell’attività delle slot durante la giornata: per esempio quando il mattino i ragazzi vanno a scuola, all’ora di pranzo o la sera. Ed il Governo questa richiesta, ritenendola ragionevole, l’ha accolta mentre si sta discutendo, ancora, della delicata questione delle distanze dai luoghi sensibili. La trattativa è aperta, le “voci” tante da sentire: ma esiste la convinzione che si possa trovare una soluzione condivisa anche se, onestamente, questo accordo ancora non esiste e sopratutto tarda ad arrivare.

Questa cosa non è affatto positiva per il settore ludico che non si sente tranquillo da un lato, mentre dall’altro deve sostenere ed affrontare la realtà quotidiana dei Regolamenti sul Gioco e delle ordinanze restrittive: è ovvio che un accordo sui giochi metterebbe fine a “tante diatribe” e renderebbe l’italico territorio “uguale e nazionale”. Obbiettivo questo che tutti si auspicano (a parole), ma che nessuno concretizza (Enti Locali e Regioni). Tutti stanno in sostanza alla finestra ad aspettare (sperando che non lo si debba fare ad oltranza) i desideri di tutti i protagonisti di questa “avventura ludica” che sembra non volersi concludere mai.

C’è, però, una “voce di corridoio” che continua a farsi sempre più insistente: ma prima, però, si deve sottolineare che il Governo non ha assolutamente intenzione di proibire il gioco, poiché in quel caso si vanificherebbero tutti i lavori fatti da quindici anni a questa parte per “eliminare (in parte) il gioco illecito dal territorio e lo si metterebbe in condizione di riguadagnare terreno. La voce di cui si parlava poc’anzi è una componente sociale molto ampia che ha maturato l’idea che lo Stato non dovrebbe gestire il gioco. Altra patata bollente da affrontare.

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