E' sempre difficile parlare delle Nazioni Unite, il rischio di scivolare sui soliti luoghi comuni è molto alto. Tuttavia non si può più fare a meno di evidenziare le pecche (che tutti conoscono) di questo grande e costosissimo pachiderma immobilizzato in una stanza piena di cristalli di boemia.
Nel maggio del 2005 si è tenuto una seduta particolare presso il parlamento italiano per discutere tra le altre cose dell‘attacco avvenuto nei pressi di kidingir per opera di Janjaweed contro un veicolo della cooperazione italiana.
Ho deliberatamente taciuto su questa assurdità voluta da Olmert perché onestamente ho dovuto far sbollire la rabbia nell'apprendere che verrà rilasciato uno dei più spietati terroristi in cambio di alcune salme.
Proprio mentre a Bruxelles è in corso una riunione ad alto livello tra il commissario europeo per Diritti dell'Uomo, Thomas Hammarberg, la Commissione per gli aiuti umanitari dell'Unione Europea e i rappresentanti delle Organizzazioni non Governative per decidere come comportarsi con lo Zimbabwe, dal Paese africano arrivano notizie che fanno temere il precipitare della situazione.
Di tutti gli ostaggi in mano alle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), senza dubbio Ingrid Betancourt era la più nota e rappresentativa e la sua liberazione porta una ventata di felicità in tutto il mondo. Tuttavia non possiamo fare a meno di far notare che “l'operazione Betancourt” se vista in contesto più generale serve moltissimo al Governo di Alvaro Uribe e pochissimo, quando non a peggiorare la situazione, agli altri ostaggi e al popolo colombiano.
Ha fatto scalpore la scoperta del Sudan Tribune di un rapporto segreto redatto dal Cessation of Hostilities Monitoring Team (CHMT) il gruppo di osservatori internazionali incaricati di monitorare la cessazione delle ostilità in Sud Sudan, secondo il quale dietro alle ultime violenze nella regione di Equatoria non ci sarebbero i ribelli ugandesi del LRA (Lord's Resistance Army) ma l'esercito regolare ugandese (UPDF).
Zimbabwe: il Sudafrica respinge la proposta europea di divisione del potere - Il presidente sudafricano Thabo Mbeki ha respinto oggi la posizione dell'Unione europea che chiede che il governo dello Zimbabwe sia guidato dal capo dell'opposizione Morgan Zsvangirai. "Il risultato che verrà fuori dal processo di dialogo (nello Zimbabwe) dovrà essere un risultato accettato dagli zimbabwuani. Chiaramente, il continente africano non esige nulla su quanto gli zimbabwuani devono negoziare tra loro", ha detto alla radio il presidente sudafricano. Ieri sera il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, il cui paese è presidente di turno dell'UE, aveva detto che l'Unione Europea "non accetterà" un governo dello Zimbabwe che non sia guidato dal leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai.