Quanto accaduto nei giorni scorsi in Libano non era certo imprevisto. Da molti mesi noi di Secondo Protocollo insieme ad altre organizzazioni lanciamo continui allarmi sul riarmo di Hezbollah e sulle mire che il movimento sciita ha sul Libano, allarmi purtroppo inascoltati.
Nell'ambito del progetto che vede la redazione di un dettagliato rapporto sulla fruizione dei Diritti delle donne musulmane in Italia, progetto implementato da Gaia Toscano ed Emma Lama, è stato deciso di mettere online un questionario al quale ogni donna musulmana potrà accedere senza necessità di lasciare alcun dato personale.
La democrazia libanese sta crollando sotto i fendenti portati dall'integralismo islamico rappresentato da Hezbollah e da Amal, gruppi sciiti legati a doppio filo a Iran e Siria e in tutto quello che sta avvenendo in Libano molte delle responsabilità, diciamolo chiaramente, sono da addebitare alla politica estera condotta dall'ex Ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
Beirut 9 maggio – uomini armati di Hezbollah questa mattina hanno oscurato la TV filo-governativa libanese “Future News” con un atto che assomiglia tanto al primo passo di un colpo di Stato armato contro un Governo democratico.
Procede a grandi passi la procedura di fronte alla Corte Europea dei Diritti Umani attivata da Secondo Protocollo per conto di Giuseppe Monsurrò contro la Repubblica di Croazia. Ieri mattina sono infatti partite le richieste di condanna in base agli articoli della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali violati dalla Croazia nei confronti di Giuseppe Monsurrò.
Beirut, 8 maggio 2008 – La situazione in città è sempre più tesa a causa della protesta violenta che Hezbollah ha inscenato nei pressi dell'aeroporto e nel centro della città dove, dopo molti anni, si sono riviste le barricate e i miliziani armati.
Non è mai successo che una manifestazione culturale come la Fiera del Libro di Torino abbia avuto così tanti risvolti politici come quest'anno dove l'ospite d'onore è Israele a 60 anni dalla sua fondazione. La scelta effettuata dalla direzione della fiera ha scatenato la reazione di tutti quei movimenti anti-israeliani che così bene si sanno mobilitare quando si tratta di proporre boicottaggi contro Gerusalemme, a prescindere dallo scenario.